Qualche piccolo aggiornamento.
Ultimamente non è successo molto degno di nota, se si esclude la visita del Vulcaniano slovacco Miro U. a Kyoto: Ema ed io lo abbiamo incontrato sia sabato che domenica, rispettivamente ad Osaka e a Kyoto.
Ad Osaka siamo andati nella zona di Namba, nel sud della città. Emanuele ce l’ha descritta come la Shibuya del Kansai, la definizione è calzante. Luci, neon, negozi, un sacco di gente che passeggia ed attraversa strade, yamanba e personaggi particolari; addirittura c’è un incrocio famigerato per essere pieno di marpioni vestiti fighi (almeno secondo certi standard nipponici) alla ricerca di ragazze da tacchinare. Sono particolarmente spavaldi: se una ragazza passa da sola o in gruppo con delle amiche, deve aspettarsi qualche complimento invito; e anche se è accompagnata dal partner, il rimorchiatore non esita ad avvicinarsi e dare un’occhiata (sebbene capisca che il contesto suggerisce di stare zitto).
Non eravamo solo noi tre maschioni ma c’erano anche Misaki ed una collega cinese di Ema. Abbiamo cenato in una specie di cibo-landia di piatti tipici di Osaka (ma come si dice, Osakesi?). Sì sì, una specie di parco tematico sul cibo di Osaka. Al coperto. Al quarto piano. Sembra incredibile ma in questo posto ci sono corridoi, scale, piazze, portici, vicoli… ed ovunque piccoli stand, ognuno specializzato in un tipo di cibo (ad esempio le takoyaki, una specie di polpettine di polipo). C’era anche una gelateria con alcune… offerte speciali: ad esempio c’è un “gelato” grande come un zaino che costa quasi 70 Euro; normalmente è per 8-10 persone, ma se lo si mangia in meno di 30 minuti in sole 3 persone, è gratis. Ed incredibilmente, qualcuno ce l’ha pure fatta, anche se non so se di questi si è più avuta notizia.
E’ seguita una buona birra in un pub lì vicino, dopo di che ognuno si è avviato sulla strada di casa (Miro a dire il vero è andato a ballare ^^ ). Ci siamo incontrati il giorno seguente a Kyoto, con l’intento di mangiare il ramen in un posto che, a detta di un mio collega intenditore, è il migliore dell’antica capitale. Si trova subito a sul dei giardini imperiali. Questi sono molto estesi, con Miro ed Ema ci eravamo messi d’accordo di trovarci all’esterno del lato sud ma noi due italiano eravamo in un angolo mentre lo slovacco era in quell’altro… ci sono voluti 5 minuti buoni di camminata per incontrarci.
Iniziamo quindi la cerca del ristorante, con scarsi risultati. Il mio collega mi aveva indicato un incrocio ma non mi aveva detto che il posto era vicino all’incrocio, cosicché io pensavo che si trovasse in uno degli angoli. Non trovandolo, ci mettiamo a girovagare per le stradine deserte dei dintorni (ore 20.55, Kyoto è già addormentata nelle zone meno centrali); vediamo una ramen-ya, ci avviciniamo e la cameriera ci chiede se vogliamo entrare; ma il posto non ci convince per una serie di motivi (e poi mancavano 5 miunti alla chiusura) e decidiamo di proseguire nella cerca. Naturalmente non troviamo nulla. Chiediamo a dei passanti e scopriamo che la ramen-ya famosa era proprio quella che avevamo scartato… solo che in quel momento i dipendenti si erano già messi a lavare i fornelli, non avrebbero servito più nessuno per quel giorno. Maledizione! Ah ma che non creda di averla scampata, anzi! Ritornerò!
Deviamo quindi per il centro città e ci mangiamo okonomiyaki e yakisoba in un ristorantino della galleria Teramachi. Tanto cibo e buono, serata finita ottimamente. E quindi tutti a casa, dopo tutto dopo la domenica viene in lunedì; e lunedì si lavora…
Non è successo molto altro. Con ogni probabilità domani e domenica campeggerò con alcuni altri vulcaniani in trasferta a Kyoto.
Ed il titolo che vuol dire? Semplice, Silvia arriverà qui in Giappone tra nove settimane e mezzo (magari pure un paio di giorni prima). Sta facendo il passaporto, che dovrebbe essere pronto all’inizio della prossima settimana, ed una volta che lo avrà procederemo all’acquisto del biglietto.
Sì, sto contanto i giorni; ma da un pezzo, mica da ieri. Penso si possa immaginare quanta voglia abbia di rivederla.
Tutto sommato Giugno sta scorrendo abbastanza in fretta, anche se l’evento si sta avvicinando non lo sento come incombente, ancora. Deve essere così perché non posso permettermi di pensare solo a quello, ci sono altre cose che mi tengono impegnato: il progetto da terminare entro 3 settimane, iniziare ad intraprendere i preparativi per il ritorno (disdire i contratti di internet e del cellulare, liberarsi dei beni che non potrò portare in Italia, ecc.); Silvia pure ha mille cose a cui pensare (esami anzitutto). Insomma non manca molto; probabilmente la settimana prossima mancherà poco e con Luglio inizierà a mancare veramente poco (sto diventando esperto in attese, vero?). Non so quale compito mi affideranno dopo questo progetto, ma considerando che mi resteranno solo 6 settimane di tirocinio non potrà essere qualcosa di particolarmente complicato, spero… prevedo quindi un periodo di una certa rilassatezza, in cui potrò dedicarmi a scrivere la relazione finale da presentare il 29 Agosto al Centro. A proposito, sarò l’ultimo su 39 persone a farlo, in una maratona che partirà la mattina alle 9.30 (in realtà la giornata sarà iniziata prima) fino alle 17.30, ma la storia insegna che, se andrà come è andata a Marzo per il rapporto di medio termine, è prevedibile almeno un’ora di ritardo. Insomma, morirò di panico ingiustificato a causa della tortura psicologica che subirò durante quella giornata infernale.
Meglio se ora mi metto a lavorare però… altrimenti per finire il progetto in tempo mi toccherà fare pure gli straordinari!
ta na naaaaaaaaaaa-na naaaaa na na na naaaaa…
non so se si capisce che canzone è…ma basta fare 2 conti col titolo…
consiglio: non ha senso essere agitati x la presentazione dato che
1) non ti devono dare un voto
2) non ti devono pagare
3) nessuno ti deve insultare se sbagli (come capiterà a me lunedì…sob sob!)
non agitarti già da adesso x la presentazione….
e poi scommetto che, se tutto va secondo i nostri piani, sarai molto + rilassato…
ah, è una minaccia: mi dovete portare all’acquario di osaka. ho letto com’è fatto, dev’essere stupendissimo…quindi x forza ci dobbiamo andare!
i takoyaki li ho mangiati anch’io, troppo buoni!
Ha ragione Silvia, niente panico, di’ quello che vuoi/puoi e poi mandiamoli tutti a quel paese…
Che dopo la presentazione sara’ solo ora di rilassarsi.
Parliamo di cose importanti, allora sabato dove andiamo?