September 7th, 2008

L’Autostima

Mi è capitato di riflettere con una persona sul termine “Autostima”. Se ne sente parlare spesso ed in genere la si sovrappone con la Realizzazione: “Ho un lavoro che mi piace e quindi mi stimo”, “Possiedo un sacco di belle cose e quindi mi stimo”, “Amo una persona che mi ama allo stesso modo e quindi mi stimo”, e via dicendo.

C’è un legame tra le due cose, ma confondere Autostima e Realizzazione è in realtà una grande trappola, subdola e crudele. Come dice l’etimo della parola stessa, l’autostima è la stima di sé in quanto tali, non per quello che si è fatto. Se la coscienza del proprio valore è basata su traguardi, oggetti, altre persone, non c’è autostima, perché non appena queste fondamenta vengono a cambiare o spariscono anche il nostro mondo crolla. Ironicamente (o tragicamente), è proprio quando queste cose capitano che abbiamo bisogno più che mai di autostima per rialzarci.

L’autostima è la coscienza del proprio valore, né più ne meno. È il punto di incontro tra umiltà e superbia, la conoscenza dei propri pregi e dei propri limiti; la consapevolezza di cosa si è, cosa si vuole essere e dove si vuole andare. È legata al rispetto che si ha per sé, e quindi è legata alla coerenza delle proprie azioni con ciò che si ritiene giusto.

Tutto questo non è egocentrismo, non significa smettere di sognare, di amare, di volersi realizzare; significa soltanto farlo più consapevolmente; capire che non sono punti fermi, per cercare di fare il possibile se vogliamo che ci rimangano ma anche per capire che a volte non c’è nulla che possa essere fatto perché restino.

Significa non raccontare più bugie a se stessi.

La canzone di oggi: Rhapsody – Wisdom of the Kings

7 comments to L’Autostima

  • Qualche volta la lingua inglese ci viene d’aiuto, proprio perchè loro sono molto più concisi ed efficaci di noi nel linguaggio, che pur nella sua scarna semplicità (l’italiano, in confronto , è barocco), risulta altamente espressiva e diretta…
    questo per dire che loro per dire “auto-stima” (parola composta ed estremamente chiara di per se) dicono “self-confidence” ….poco da aggiungere…

    Mib

  • Sono d’accordissimo, l’inglese mi piace tanto anche per questo. Ma non è self-esteem? (vabbé, son finezze :) )

    Mi è capitato più volte (anche se adesso non ricordo per quali termini) di rendermi improvvisamente conto della composizione e del significato di una parola, nonostante l’avessi utilizzata migliaia di volte. Sono piccole epifanie :)

    Mi viene in mente un esempio “al contrario”, sentito in Kung-fu Panda (guarda te che somme fonti cito…):
    “Ieri è passato, Domani è un mistero, Oggi è un dono: per questo che si chiama Presente”.

  • “self -esteem” è la traduzione letterale di “autostima” ed è un termine più psicoanalitico che colloquiale.
    “self- confidence” è da tradurre per di più come “credere in se stessi”…
    un esempio banale, quando giochi a pallavolo e fai una serie di errori banali, la squadra avversaria accresce la sua “self confidence” e poi ti fa vedere i sorci verdi :)

    P.s. Quella del “presente” è una chicca favolosa!!!

  • In effetti pensavo di più al significato psicoanalitico del termine, da qui la mia domanda. In effetti ci sono sfumature diverse.
    Parli per esperienza con l’esempio della pallavolo? ^^

  • esperienza diretta su campi Maltesi :D

  • Marti (unife)

    Se la mattina ti guardi allo specchio e invece di vederci occhiaie, capelli fuori posto, brufoli, rughe e migliaia di altri piccoli difetti, ci vedi solo un sorriso … quella è autostima

  • Sicuramente ne è un chiaro sintomo ;)

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